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We work hard, we play hard!

luglio 1, 2008

Dovrei bloggare sulla conferenza, ma parliamo prima del weekend…

Come saprete in diverse città del mondo si è svolto il Gay Pride (che ora chiamano solo Pride, credo). Tra queste San Francisco, in cui la comunità gay è numerosa e attiva. Potevo perdermi questo evento di importanza mondiale? Dovendo scegliere tra una folla di manifestanti in abiti insoliti, o recuperare una settimana di studio/lavoro persa per via della conferenza, ho scelto la folla.

Il SF Pride si svolge in due giorni, la sera del sabato c’è un party nel quartiere Castro, e la mattina della domenica la parata nel distretto finanziario. Ho messo tutta la mia apparecchiatura fotografica nello zaino, e sono andato.

Al party sono andato con Luca, venuto nella bay area per la conferenza, che commentava che se ci fosse stato un servizio di un telegiornale italiano che ritraeva noi due che passeggiamo in un Gay Party, la cosa sarebbe stata piuttosto equivoca…

C’era più gente che la Luminara a Pisa:
SF Pride Party

Eppure ci si riusciva a muovere abbastanza agevolmente; niente che ricordasse i tragici momenti delle manifestazioni italiane, ad esempio quando deve attraversare un passeggino… (sì, c’era qualche passeggino).

Il dress code non era troppo severo:
SF Pride Party

Ho passato gran parte della sera a caccia di una foto come questa:
Girls kissing

A causa della poca luce, e quindi autofocus lento (nonostante l’apertura f2.8, sigh) non sono riuscito a fotografare un paio di travestiti con viso e corpo bellissimi…  molte donne vere ucciderebbero per avere quegli occhi o quelle gambe. Per un istante hanno messo in dubbio la mia eterosessualità (solo un istante, però).

Molti festeggiavano in casa, salutando dalle finestre:
SF Pride Party

Per non urtare la vostra sensibilità tralascio un paio di foto di saluti fatti con altre parti del corpo.

Il giorno dopo siamo stati alla parata con un po’ di ragazzi conosciuti alla conferenza (obbligatoria foto di gruppo):
Last group photo...

A manifestare, anche persone abbastanza inaspettate…
SF Pride Parade

… o pittoresche
SF Pride Parade

E i giochi di parole si sprecavano:
SF Pride Parade

Anche se, alla fine, il tema dominante è l’amore:
LOVE

A un certo punto ho finito la memoria della scheda e mi sono messo in disparte per scaricare le foto sul pc, in quel momento è passata la delegazione di Google… quindi niente foto. Sembra che ci fossero anche quelli di Yahoo, con i cartelloni “We love gay geeks!”. E io che credevo che i geek fossero tutti asessuati…

Ciò che mi ha colpito di più non è stata tanto l’esagerazione, che di certo non manca in una parata come questa in cui lo scopo è far rumore, quanto la varietà. Ho scattato foto principalmente al non ovvio, al pittoresco e colorato, ma insieme ai travestiti e i macho seminudi sfilavano famiglie, coppie appena “sposate”, bambini con due papà o due mamme, e omosessuali di varie età, razze e provenienze. Daniela, un’altra ragazza della conferenza, raccontava che a sua figlia di 7 anni a scuola spiegano che è normale che un altro bambino possa avere due “genitori” dello stesso sesso, per evitare che questi bambini siano emarginati. Sembra che qui la convivenza omosessuale sia molto più comune e accettata.

È questa varietà che mi fa riflettere sulla natura dell’omosessualità. Non può essere solo un fatto culturale, una rara anomalia che, messa in luce da una enorme pubblicità, diventa di moda. Non può essere una cosa acquisita nell’infanzia per via di un ambiente non da manuale di pedagogia. Cause come queste non avrebbero potuto colpire persone così diverse, il cui unico punto di contatto è il provare attrazione per persone dello stesso sesso.

Tuttora non riesco a farmi un’idea precisa. Sospendo il giudizio, visto che comunque questo non influenzerebbe il mio rispetto per loro. Ma non riesco a rispondermi se mi chiedo se ci sia del “giusto” o dello “sbagliato”.

P.S. Riconosciuta la citazione?

3 commenti

  1. […] of Caffeiness Random “coffee break” thoughts « We work hard, we play hard! MMDS 2008 wrap-up Luglio 4, 2008 At last I’ve got the chance to write about the […]


  2. Grazie per aver condiviso il racconto di questa giornata e le tue interessanti riflessioni.
    Chiamarlo solo “Pride” può essere una bella scelta per evitare il riferimento a discriminazioni (orgoglio e basta, non legato a qualcuno rispetto a qualcun altro), tant’è che qui a Roma il sottotitolo del contemporaneo Gay Village è “straordinaria normalità”. Da un’altra parte però (almeno qui a Roma) vuole anche essere una provocazione: normalizzare una situazione vista con diffidenza e soprattutto non riconosciuta da molti politici che ci rappresentano.
    Per il resto, sembrava esserci un po’ più di confusione rispetto alla Luminara di Pisa! Se vendevano il torrone e c’erano le luminarie, poteva anche sembrare S. Giovanni a Rg…
    Hai visto che non tutti i geeks sono asessuati??? Aspetta che la voce si sparga e vedrai😉


  3. “straordinaria normalità” sa un po’ di “diversamente abile”…
    Sui geek asessuati rilancio: dove sono LE geek?🙂



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