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A new blog in town

giugno 15, 2008

Ci siamo, si va in scena (showtime, direbbe il modem ADSL). Rimandato troppo a lungo, questo testo rischia di essere il primo post del mio blog. Se lo state leggendo, è sopravvissuto al parto.

Non ricordo più da quanto bramo di tenere un blog. Un tempo mi piaceva scrivere, anche solo i temi a scuola. Ho perso l’abitudine, la mia scioltezza con l’italiano è crollata. Voglio riprendere. Dopo abortiti tentativi (di cui non incollo il link, trovateveli da soli), stavolta sono più motivato. Sono ottimista. Ne uscirà qualcosa di buono.

La motivazione è rinvigorita da una serie di circostanze di cui forse vi parlerò in futuro (e conto anche di fare un bel post sulla procrastinazione, leitmotiv della mia vita). Però vorrei menzionare due cause scatenanti:

  • Una lunga chat con Luca, che come sempre si è conclusa con un “cazzo, dovremmo aprire un blog e scriverci queste cose”. Sembra che anche lui si sia finalmente deciso.
  • La mia permanenza a Berkeley: anche se è meno di una settimana che sono qui, inspiegabilmente questa città mi ispira. Mi ispira molto. Mi fa sentire a mio agio. Un compito che la mia città natale ha largamente fallito e che Pisa ha mancato di poco.

Ma principalmente, un desiderio forte di uscire da questo stato di “sì, lo farò quando ne avrò voglia e quando sarà il momento”. Ultimamente sono riuscito a portare a termine cose che rimandavo da tempo (per esempio, ho un account Flickr!). Ma anche di questo parlerò nel mio post sulla procrastinazione.

Sfilo quindi il mio fido MacBook Pro dalla Second Skin rossa molto fancy, e mi siedo a un tavolino del “caffè Strada”, su Bancroft & College. Tranquilli, non mi sono già ghettizzato: qui i caffè e i ristoranti hanno nomi italiani, e i fast food messicani o asiatici. L’altra scelta era il “caffè Milano”…

A portata di mano, un caffè americano (mi sono addestrato ad apprezzare la birra, riuscirò anche con questo), e una torta al cioccolato che avrebbero fatto meglio a chiamare “torta al burro con cioccolato”, peccaminosamente buona. La radio trasmette la terza sonata di Chopin.

Sono pronto, veniamo agli aspetti pratici.

Nell’apertura di un blog, è necessario prendere decisioni importanti. Per un indeciso come me, questo significa lacrime e stridore di denti. Voglio condividere i principali dilemmi:

  • Cosa scriverci?
    Da tempo mi sono voluto convincere che la mia vita è noiosa, abbastanza da non avere mai niente da raccontare. Che questo sia vero o no, un blog mi permette di scrivere di tutto senza tediare il malcapitato di turno. Massima espressione della democrazia, se uno non vuole leggere un blog non lo legge, e siamo tutti contenti.Magari cose da dire le avrei anche, ma mi annoia terribilmente ripeterle dopo averle raccontate la prima volta. E per non escludere nessuno non le dico affatto…    

    Altra solita causa bloccante, la mia paura del giudizio altrui, la certezza che raccontando le mie storie e le mie opinioni sia più facile (del solito) etichettarmi come sfigato, ingenuo, banale, etc… Beh, amen, la mia autoanalisi l’ho fatta, un po’ di confronto non potrà fare male. Siete caldamente invitati a commentare.

    Quindi, dichiarazione programmatica: Il blog conterrà vita personale, nelle sue vittorie, sconfitte, lamentele e sfoggi, pensieri a caso, cose senza senso, roba da nerd (matematica e informatica), fotografie, elucubrazioni, seghe mentali, politica (poca), lavoro, studio, attacchi personali, insulti, idee poco promettenti, e psicologia e filosofia spicciole (limitate dalla mia
    scarsissima cultura in proposito).

  • La lingua
    Aah, punto dolente. Sono sempre più in contatto con non italiani. Mi dispiacerebbe precludere loro la comprensione delle mie filippiche. E ho bisogno di allenarmi a scrivere in inglese. Ma visto il programma del blog ho bisogno di una lingua di cui ho la completa padronanza, in tutte le sue sfumature. Gli argomenti sono troppo fragili e un uso improprio delle parole sarebbe fatale. Non escludo che in futuro il blog viri completamente verso l’inglese (magari traducendo i vecchi post), o faccia una versione bilingue, o faccia un po’ a caso (più probabile).
     
  • Il nome
    Faccio fatica a trovare nomi per le variabili quando programmo, immaginatevi inventarmi un nome catchy ma suggestivo, per un blog che, in un modo o nell’altro, mi rappresenta. E soprattutto, che non sia già preso. Potrei tagliare la testa al toro e andare su qualcosa di anonimo, tipo “lo spazio di OT”. Rispettare la tradizione ricorsiva dei nerd, tipo “QINAB: QINAB Is Not A Blog”. O aspettare un’idea geniale che non arriverà. Ci penso ancora per 5 minuti, via… UPDATE: dopo molti più minuti, sono giunto a “Stream of caffeiness”. Magari poi ve lo spiego. Vi piace?
     
  • La piattaforma
    Questa è per i nerd: WordPress o Blogspot, o hostato da qualche parte? Blogspot è Google, sono sicuro che sopravvivrebbe anche in caso di attacco termonucleare o nuova fine delle .com. WordPress, piattaforma aperta, ottima gestione del LaTeX, ma PHP, ARGH! Hostato e autogestito: ma chi me lo fa fare? Finchè posso scrivere testo e linkare le mie foto su flickr, fa il suo sporco lavoro. La monetina ha scelto WordPress.

Il dado è tratto, ho le risposte. Adesso è tutta in discesa.

Mi piacerebbe dire “grazie, cari lettori, per esservi scorsi tutto questo polpettone ed essere arrivati fin qui”. Ma so benissimo che avete barato, letto il primo paragrafo, skippato completamente la parte centrale e arrivati alla fine. Però così vi siete persi l’easter egg.

4 commenti

  1. […] not only one, but two blogs, in the very same day. Funny. Sipping the GMTA motto, I would say that your first post covers much of what my first post should. The language dilemma, motivations for blogging and […]


  2. L’ho letto tutto ma non ho trovato l’easter egg!
    Ti trovo finalmente aperto, finalmente propositivo e non procrastinatore e molto motivato (ma questo forse lo eri già prima).
    Sì, Berkeley ti fa decisamente bene! E ti auguro di stare sempre così bene.
    Certo che con me rifiuti gli aperitivi nei posti chic e poi ti droghi di burro al cioccolato…
    Resta da spiegare Stream of Caffeiness!

    un saluto


  3. @Simone: Come non l’hai trovato? Cerca meglio!


  4. trovato!

    …. ma il burro è un carboidrato?



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